
17.06.2009 Musica: nasce INDACO per promuovere giovani cantautori
(ANSA) - GENOVA, 16 GIU - E' stato Gino Paoli, padre storico della Canzone d'autore, a tenere a battesimo questa mattina a Genova l'associazione culturale ''Indaco /Cantautori si nasce''. Del Comitato d'onore di ''Indaco'' (Indipendent artistic company) fanno parte, oltre a Paoli, il direttore di RaiTrade Dino Piretti, Renzo Arbore, Giorgio Calabrese, Delfina Rattazzi e altri.
''Ho voluto partecipare perche' questa iniziativa e' nata in nome di una passione - ha detto Paoli nel corso della presentazione dell'associazione all'hotel Sheraton -; oggi i giovani non riescono a creare niente perche' non hanno luoghi dove suonare. Arte vuol dire spazi, qui ci sono, anzi c'e' un circuito, quello dello Sheraton''. Obiettivo di ' Indaco ' e' valorizzare i giovani eredi di Luigi Tenco, Umberto Bindi e Bruno Lauzi, ad esempio con un concorso musicale. Inoltre lancera' una 'Moderna conservatoria della buona musica' dove collezionare e raccogliere materiali cartacei e audiovisivi legati alla produzione musicale passata e presente; un Osservatorio permanente sulla canzone d'autore e un concorso musicale che si terra' ogni anno dopo il festival di Sanremo con 32 tra solisti e band selezionate, che si sfideranno in concerti, sempre all'hotel Sheraton. ''Non e' un talent show - ha detto il vicepresidente di Indaco , Nino Pirito -; i primi quattro vinceranno qualche migliaio di euro e potranno incidere un disco''. Tra le altre idee c'e' anche quella di dar vita a una Compagnia dei cantautori che metta in scena uno spettacolo di teatro-canzone che racconti la storia della canzone d'autore in Italia. ''In Italia la musica viene massacrata da destra e da sinistra'': Gino Paoli e' un fiume in piena alla presentazione a Genova di una nuova associazione per la promozione della musica d'autore, "Indaco" , per la quale ha accettato di far parte del Comitato d'onore. ''In Italia ci sono piece teatrali con sette spettatori per quaranta repliche che prendono milioni di sovvenzioni, intanto la musica e' in crisi e muore - dice Paoli - La discoteca ha spappolato tutto. Cosi' finisce che ci sono solo spazi piccoli piccoli e allora la sussistenza e' precaria. Non si vendono spettacoli. La gente non ha soldi. Intanto all'estero aprono le stazioni ferroviarie per i concerti. In Italia basterebbe restaurassero gli spazi industriali abbandonati per far nascere palchi dove i ragazzi possano suonare portando ciascuno il proprio amplificatore''. Paoli non ha remore nel criticare il sistema del mercato musicale contemporaneo: ''ogni tanto mi chiamano in qualche scuola di musica. Che cosa posso dire io a un giovane se non di studiare lettere e andare al Conservatorio? Ma oggi sembra che piu' strafalcioni fai, piu' vai in classifica'' e poi si perde in quella che chiama ''storia degli emigranti' ripensando a Luigi Tenco, Bruno Lauzi e se stesso, finiti a Milano solo perche' Gian Piero Reverberi si sentiva solo...''. ''Altro che gruppo genovese - ripete -. Il gruppo dei genovesi non e' mai esistito. Io sono nato a Monfalcone. Luigi a Ricaldone e Bruno Lauzi all'Asmara''. Genova e' sempre matrigna: ''da Genova si scappa se si vuole far qualcosa - dice il cantante -, Genova ti mette duemila difficolta' nei raggi delle bicicletta, altrove trovi i permessi per far qualcosa in cinque minuti, qui e' tutto un problema''. Eppure di Genova qualche ricordo divertito c'e' sempre, ''come quando andavo in un negozio di dischi a piazza Dante e il proprietario mi diceva senti questo, senti quello. Quanti dischi gli ho rubato'', oppure ''i furti di libri d'arte alla libreria Buozzi in via Cairoli. Un giorno ho incontrato il signor Bozzi e gli ho detto: se e' successo in passato qualcosa di strano nel suo negozio, guardi che ero io che rubavo i libri ma solo quelli dei pittori''. (ANSA).
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